Tasse crypto e Bitcoin: COSÌ puoi RIMANERE al 26%
Tutti i migliori strumenti per continuare a pagare "solo" il 26%, contro il 33% di una norma ASSURDA (e trovi anche dei bonus!)
Caro investitore,
Il regalo del governo per queste vacanze natalizie è l’aumento al 33% dell’aliquota sulle plusvalenze crypto. In modo più semplice: fino al 31 dicembre pagherai il 26% sul totale dei guadagni. Dal prossimo anno il 33%.
Anzi, pagherai il 33% se non saprai come tutelarti. La buona novella di Criptovaluta.it® per te è che ci sono modalità di investimento:
Legali
Sicure
Affidabili
Che ti fanno rimanere al 26%
La legge è stata scritta con i piedi e permetterà a tutti di rimanere al 26%, a patto di scegliere gli strumenti che ti presenteremo nel corso di questo ultimo approfondimento dell’anno.
Che Natale sarebbe senza sorprese? Qui hai 200$+200$ di bonus da Bitget, uno degli exchange che ti offre proprio gli strumenti utili per rimanere al 26%.
Cosa troverai in questo approfondimento
Futures per rimanere al 26%, inclusa qualche promozione per iniziare;
ETF/ETP/ETN tassati comunque al 26% - e qualche promozione per iniziare anche qui;
CFD, Margin e altri strumenti che rimarranno probabilmente al 26%;
Un aiuto per capire se ti conviene chiudere adesso, se sei in gain, e riaprire a gennaio.
Cosa viene tassato al 26%?
Soltanto il trading spot, ovvero la compravendita diretta di Bitcoin o criptovalute. Vendi Bitcoin il 30 marzo 2026 con un guadagno del 10%? Quel guadagno contribuirà a fine anno alla somma di plusvalenze sulle quali dovrai pagare il 33%.
Tuttavia, tutti gli altri strumenti che ti permettono di esporti verso Bitcoin e crypto rimarranno al 26%.
Futures e derivati in generale
Futures e opzioni rimangono tassati al 26%, a meno che il governo non decidesse di intervenire con un altro colpo di mano. In Italia come altrove è lo strumento - e non ciò che replica - a rilevare per l’applicazione di questa o quella aliquota.
Fortunatamente ci sono fior di exchange che ti permettono di accedere a questi strumenti (vedremo più avanti a quali condizioni).
ETP/ETN/ETF su Bitcoin e crypto
Ce ne sono tanti, non sempre sono vantaggiosi, ma in alcuni casi sono comunque meglio che pagare il 33% invece del 26%. È confermato che gli ETF/ETP/ETN (tre strumenti leggermente diversi che offrono però la stessa modalità di investimento) rimarranno appunto al 26%.
CFD
Ove disponibili sulle crypto, manterranno il 26% di tassazione. Anche qui qualcosa di inspiegabile, ma contestare la ratio della norma ha poco senso ora che è stata già approvata. Bisognerà muoversi, farlo alla svelta ed evitare non di pagare le tasse, ma di pagare inspiegabilmente di più di quanto pagano gli investitori in altri tipi di asset.
I futures sulle crypto: i perp per risparmiare sulle tasse
I futures sulle criptovalute sono gli strumenti più utilizzati in tutto il mondo per fare trading. In breve: se quello che ti interessa è speculare sul prezzo, sono in genere lo strumento ideale: sono molto liquidi, hanno book molto profondi (soprattutto sulle principali criptovalute) e li trovi da diversi dei migliori exchange.
Cosa stai comprando?
Stai comprando un contratto derivato che segue (molto da vicino) il valore del “sottostante”. Ad esempio un future BTC/USDT replica il valore di questa coppia. Uno su ETH/USDT idem, etc. etc. Anche se possono esserci delle leggere discrepanze tra il prezzo dei perp e quello spot del tuo exchange, su coppie liquide si tratta di discrepanze davvero minime e che puoi ignorare.
Gli strumenti aggiuntivi che ti sono offerti dai futures perp
I futures perpetual offrono anche due strumenti che non trovi sui mercati spot: puoi infatti approfittare sia della leva finanziaria, sia della possibilità di andare short, ovvero di puntare contro il prezzo di una criptovaluta. Nelle mani di investitori poco esperti e che magari sono anche spavaldi, sono due strumenti pericolosi. Nelle mani di chi si ferma a ragionare, sono un’utile aggiunta all’arsenale che abbiamo a disposizione per battere i mercati - o almeno per provarci.
Quanto costano?
Mediamente le commissioni di trading per questi prodotti sono allineate con quelle spot. Sono prodotti liquidi ed efficienti, con spread minimi anche su crypto meno liquide. In termini di costi di apertura e chiusura della posizione non ci sono differenze sostanziali.
Funding rate
Ne parleremo più avanti (anche perché potremmo sfruttare diverse strategie per guadagnare senza fare quasi nulla). Per mantenere i prezzi in equilibrio questi strumenti si affidano al funding rate, una piccola percentuale che si paga o si incassa a seconda della posizione. Per i trader più avanzati e con leve importanti o volumi imponenti la cosa va gestita. Impareremo a farlo più avanti.
Gli strumenti aggiuntivi sui futures
I futures sono il battesimo di fuoco per chi da mero interessato al mercato vuole diventare un trader. Sono strumenti preferiti dai trader anche perché offrono:
Leva: a seconda dell’exchange, puoi avere diversi tipi di leva. NON È OBBLIGATORIA (e per questo nel nuovo regime fiscale italiano sono utili). Con la leva finanziaria puoi esporti per più del tuo capitale effettivo, moltiplicando eventuali guadagni e eventuali perdite.
Short: o vendita allo scoperto. Puoi usarla per puntare contro il valore di una criptovaluta. Puoi anche abbinare lo short alla leva. In aggiunta, puoi anche sfruttare lo short per coprirti dai movimenti di mercato e anche incassare i funding rate di cui ti abbiamo parlato poco sopra.
Sono strumenti potenti, che come ogni strumento professionale vanno gestiti con la massima attenzione.
Ricapitolando. Con i futures:
Continui a pagare il 26%: sono, senza dubbio alcuno, redditi diversi di natura finanziaria e come tali vanno trattati. Il focus è sul contratto derivato e non sul sottostante.
Puoi approfittarne anche per avere più strumenti a disposizione;
Devi gestire qualche rischio aggiuntivo, che puoi evitare semplicemente evitando la leva;
Hai accesso a mercati più liquidi;
Hai qui bonus per partire: nel caso specifico con BYFDI, ma ne troverai altri nel corso di questo approfondimento.
ETF/ETP/ETN sulle crypto: si rimane al 26%
Sei un investitore di lungo periodo e non vuoi (sempre) usare i futures? L’altra alternativa per rimanere al 26% è quella degli ETF/ETP/ETN sulle cripto. In Europa ne sono quotati tanti (principalmente tramite Xetra, alla quale hai accesso con qualunque conto titoli o quasi).
Come funzionano?
Sono fondi divisi in quote, che investono al 100% nell’asset sottostante, che puoi scambiare in borsa. Sono strumenti finanziari e non crypto asset e dunque rimangono nel “vecchio” regime.
Puoi comprare una quota e venderla quando vuoi. Ogni quota rappresenta una parte del fondo, il cui prezzo segue quello del sottostante, con degli spread ovvero delle distanze di prezzo in genere minime.
Solo a borse aperte
Il primo problema degli ETF/ETP/ETN riguarda gli orari di trading. Il mercato crypto spot è sempre aperto. Quello dei futures crypto anche. Gli ETF/ETP/ETN invece scambiano soltanto durante gli orari di apertura delle borse.
Questo - per adesso - vuol dire che non potrai né comprare né vendere né di sera, né durante il weekend. Questo, nel mondo crypto, può causare qualche problema in termini di dover attendere la riapertura delle borse il lunedì per eventualmente comprare o vendere qualcosa che avremmo voluto comprare o vendere durante il weekend. La cosa probabilmente cambierà presto negli USA. Chissà se lo farà anche in Europa.
Costi
Ci sono certamente dei costi. Il primo è immortalato nel TER, che trovi in ogni prospetto di strumenti di questo tipo. Quanto leggi nel TER devi considerarlo come spesa complessiva annuale solo per avere le tuo quote. Nello specifico, se compri un ETF/ETP/ETN su Bitcoin con commissioni all’1% di TER, vuol dire che ogni anno ti sarà sottratto l’1% di controvalore.
Sicurezza
Gli ETF/ETP/ETN sono storicamente prodotti molto sicuri. Le autorità di vigilanza sui mercati verificano l’effettiva consistenza degli asset sottostanti. Sono emessi da società riconosciute e che certamente non hanno alcuna possibilità di gestire in modo allegro il fondo.
In aggiunta: anche se molti ti terrorizzeranno in termini di possibile fallimento del gestore, la verità è che ogni ETF/ETP/ETN è in genere incorporato in una società a se stante, che non avendo spese non può fallire. E che non può neanche prendere impegni economici di alcun tipo che potrebbero portarlo al fallimento. Per gli appassionati di Bitcoin e del don’t trust, verify siamo sempre davanti a prodotti sequestrabili e che non sono il vero Bitcoin.
Per chi vuole però preoccuparsi soltanto di essere esposto verso Bitcoin e pagare il meno possibile di tasse, sono una discreta alternativa.
ETF USA vs ETF/ETP/ETN europei
Sugli ETF/ETP/ETN ci sono altre complicazioni, che arrivano principalmente dal fatto che gli ETF USA sono i migliori per liquidità, spread e per condizioni generali, ma purtroppo sono:
Scarsamente accessibili;
Difficili da gestire fiscalmente;
Spesso non disponibili sulle piattaforme “standard”.
Quando sono importanti queste differenze? Con l’arrivo di BlackRock anche sul mercato europeo, in realtà queste differenze si sono assottigliate. Operatori del calibro di BlackRock vogliono infatti dire in genere:
Market maker più quadrati - e che dunque offrono in genere un book più popolato e con meno buchi;
Commissioni risicate (come vedremo più avanti per ora siamo allo 0,15% promozionale);
Possibilità di contare su un player che è tra i più importanti del mondo, anche in termini di solidità.
Tuttavia, almeno per chi vi scrive, gli ETF rimangono inferiori sotto troppi aspetti, almeno per chi fa trading, rispetto ai derivati. E sarà questo l’oggetto del prossimo step di questa discussione.
I più liquidi in Europa
CoinShares Physical Bitcoin: ha in cassa Bitcoin e chiede un TER dello 0,25% annuo. Buona liquidità del fondo, replica fisica.
WisdomTree Physical Bitcoin: ha in cassa Bitcoin, TER allo 0,15% in via promozionale, simile a CoinShares anche per giurisdizione (Jersey).
Bitwise Physical Bitcoin ETP: TER molto alto (2,00%) per un prodotto discretamente liquido ma che forse è meglio evitare dati i costi coinvolti.
iShares Bitcoin ETP: è quello di BlackRock. Anche qui commissioni a 0,15% in via promozionale. Probabilmente il migliore anche in prospettiva futura.
Puoi avventurarti sugli altri? Sì, ma tra TER molto alti e liquidità scarsa, forse è meglio limitarsi a uno qualunque di questa lista.
Capitolo altcoin: tolte le top, va ricordato che le condizioni di liquidità sono MOLTO SCARSE e le commissioni MOLTO ALTE. Per chi opera in alt e vuole continuare a pagare il 26%, i derivati sono dunque non una possibile scelta, ma una vera NECESSITÀ.
Pro e contro: derivati vs ETF/ETP/ETN
Sono differenze importanti soprattutto per chi fa trading. Per quanto riguarda i bonus, Criptovaluta.it® - grazie a sforzi che ammettiamo non essere indifferenti, ora ti può proporre, se vuoi iniziare a esplorare questo settore:
Bitget: 200$+200$, VIP TRIAL PASS e APR 10% se ti iscrivi da qui
BYDFi: bonus ripetuti per iscrizione, deposito, volumi: se ti iscrivi da qui migliaia di dollari da accumulare
Sono due delle migliori opportunità che troverai oggi sul mercato, che uniscono una volta tanto l’utile al cosiddetto dilettevole, perché potrai
Testare quanto hanno da offrire i derivati presso due piattaforme molto liquide, con spread molto bassi e con strumenti avanzati per la gestione degli ordini;
Avere anche dei bonus che ti permettono non solo di coprire eventuali commissioni, ma anche di avere un tesoretto con il quale sperimentare.
Funding rates, capirli per non rimetterci
Prima di salutarci con questo primo approfondimento dedicato appunto a come pagare “solo” il 26% con i tuoi investimenti crypto, spendiamo qualche parola per capire i funding rate.
I funding rate sono dei pagamenti periodici che chi partecipa al mercato effettua o riceve per mantenere i mercati in equilibrio. Storicamente nel mercato crypto - vedi il grafico - i long pagano gli short perché i long sono più numerosi.
Non è sempre il caso, ma è comunque la maggioranza dei casi - e dunque dovremmo tenerne conto nel prendere posizione. Ogni piattaforma ti riporta quanto costa avere una posizione aperta e a quanto ammonta il funding rate, che è appunto un tasso variabile. Tienine sempre conto prima di *avventurarti in questo campo.
Opportunità di guadagno con il funding rate
Nulla ti vieta di prendere posizione delta neutral sul mercato e avere:
50% long spot sui Bitcoin;
50% short futures su Bitcoin.
Con una posizione del genere non avrai alcuna esposizione a Bitcoin, perché avrai di fatto lo spot che sale se sale il prezzo di Bitcoin e il future che scende. E viceversa. Intanto però incamererai i funding rate, che su base annua possono comunque offrirti un ritorno interessante.
È soltanto una della tante strategie evolute per partecipare ai mercati crypto abbattendo il rischio e incamerando denaro. Tuttavia, questo sarà fonte di approfondimento per i prossimi speciali che dedicheremo sia alla tassazione, sia alle strategie per avere posizioni complesse sui mercati.




Una disamina utile e ragionata, ma mi piace pensare che in futuro possa cambiare radicalmente il contesto per ribaltare questa norma che giustamente hai definito ASSURDA. Buon fine anno.
Ottimo articolo e un bel regalo di Natale sotto l'albero per chi ti segue!